Meo Patacca

Bullo trasteverino e maschera della Commedia dell'Arte

Nel teatro romanesco, Meo Patacca  rappresenta un tipico bullo facile alla rissa, ma coraggioso nello scontro. Il nome deriva dal termine patacca che indicava la misera paga del soldato, una somma pari a cinque carlini.

Per costume ha i calzoni stretti al ginocchio da legacci, una giacca di velluto, una sciarpa di colore sgargiante ed una retina che gli raccoglie i capelli facendo fuoriuscire solamente un ciuffo.

La sua notorietà è dovuta al poema in dialetto romanesco di Giuseppe Berneri, Meo Patacca ovvero Roma in feste nei trionfi di Vienna. La composizione in ottave è formata da dodici canti ed è datata 1695-99.

Il Meo Patacca di Berneri è il più bullo  tra i bulli romaneschi, con una predisposizione naturale al coraggio ed alla lite. Belli, al contrario, lo descrive come personaggio sbruffone e smargiasso, ma tali caratteristiche sono da attribuire più al suo antagonista, Marco Pepe (miles gloriosus e millantatore) che a lui.

La donna di Meo è Nina che sembra inventata a sua immagine. Lo stornello che segue è sufficiente per inquadrarne il carattere:

Io so' trasteverina e lo sapete ;

nun serve, bbello mio, che cce rugate.

So' cortellate quante ne volete!

Il coltello è un elemento immancabile e necessario al bullo che vi ricorreva in qualsiasi caso si dovesse fare giustizia. Secondo la tradizione, e così fece Nina con Meo, la ragazza regalava al suo uomo, quale pegno d'amore, un coltello con il proprio nome inciso. Questo era il compagno fidato da tenere sotto il cuscino la notte e in saccoccia (tasca, n.d.r.) durante il giorno.

Dopo un periodo di declino della sua popolarità, dovuto alla censura delle autorità nel corso del Settecento, Meo Patacca riacquistò la sua popolarità nell'Ottocento, grazie a due attori che ne vestirono i panni, Annibale Sansoni e Filippo Tacconi detto "il Gobbo", autore, oltre che attore, di nuove trame, cariche di una pungente ironia e di una satira mordace che gli causò non pochi guai con il potere della Chiesa.

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